di GodOfTrively Guide di viaggio

Guida di viaggio a Lisbona: 10 imperdibili da vedere e fare

Guida di viaggio a Lisbona con tutto quello che avrei voluto sapere prima di partire: come arrivare dall'aeroporto, come muoversi, l'Alfama, il tram 28, il Castello di San Giorgio, Belém e la Praça do Comércio.

Lisbona è di quelle città che ti entrano dagli occhi e non ti lasciano più: le facciate di piastrelle, i tram gialli, le salite che non finiscono mai e una luce di tramonto che sembra inventata per le foto. E la parte migliore è il suo ritmo: è una città per camminare piano, perdersi su un belvedere e lasciarsi portare dal fado. Ho ordinato qui l’essenziale per una prima visita, con le basi dei trasporti, la zona di Belém e gli angoli che valgono davvero. Questa è la mia guida di viaggio a Lisbona, punto per punto.

1. I soldi e la notizia migliore: Lisbona non è cara

A Lisbona si usa l’euro e, rispetto ad altre capitali europee, è tra le città più economiche: un pasto semplice, un caffè e un biglietto dei mezzi non fanno saltare il budget. Si paga con la carta quasi ovunque, ma porta un po’ di contante per le bancarelle dei mercati, i belvedere con il venditore e le piccole tane del fado.

Le mance non sono obbligatorie: si arrotonda il conto o si lascia un piccolo extra se il servizio è stato buono (5-10%). E un consiglio molto pratico per il budget: la ginjinha (il liquore alle amarene) e la pastel de nata sono le «spese» più felici che farai, e tra le più economiche della città.

2. La lingua: il portoghese e quattro parole che ti aprono la città

Il portoghese suona simile allo spagnolo, ma ogni parola ha la sua musica propria. L’inglese si parla senza problemi nel turismo e nei musei; nei quartieri, un paio di parole in portoghese fanno la differenza: „Obrigado/Obrigada“ (grazie), „Bom dia“ (buongiorno) e „Por favor“ (per favore).

Attenzione a un classico del viaggiatore: in portoghese «depressa» significa rapidamente, e «rápido» si capisce quasi sempre allo stesso modo; non c’è un grande tranello, ma le salite apprezzano il tuo ritmo personale. E quella che ti serve davvero: „A conta, por favor“ (il conto, per favore), la frase con cui pagherai su qualsiasi terrazza.

3. Dall’aeroporto al centro: 8 km e senza complicazioni

L’aeroporto Humberto Delgado (LIS) è a soli 8 km dal centro e ci sono diversi modi per arrivare: la linea rossa della metropolitana (20 minuti fino alla stazione di Alameda o Martim Moniz, ~1,65 €), l’Aerobus (la linea 1 fino alla Baixa, ~4 €) e il taxi o Uber (circa 15-20 € a seconda del traffico).

La metropolitana è la migliore opzione qualità-prezzo se il tuo hotel è in centro o nella Baixa; l’Aerobus è comodissimo se hai molti bagagli e non vuoi pensare ai cambi di linea. E un’avvertenza per la fine del viaggio: il traffico di Lisbona nelle ore di punta è denso, quindi per il ritorno all’aeroporto vince ancora il metro.

4. Come muoversi: metro, tram e scarpe con una buona suola

Lisbona è la città delle sette colline, e la prima regola è fare i conti con le salite: le scarpe comode sono l’accessorio indispensabile. La metro (quattro linee), il tram, l’autobus e le funicolari e gli ascensori (l’Elevador de Santa Justa, le funicolari della Glória e della Bica) completano la rete, con biglietti singoli intorno a 1,50 € e carte Viva che si ricaricano senza problemi.

Il tram 28 è l’icona turistica: attraversa l’Alfama, la Graça, il Bairro Alto e la Baixa su un percorso che sale e scende come le montagne russe. Di solito sono pieni fino all’inverosimile; se vuoi salire con calma, vai la mattina presto o all’inizio del percorso a Graça. E per i belvedere in alto, trasporti o gambe: quasi tutti si raggiungono a piedi, ma con le salite di luglio sul collo, vale la pena il tram o un breve uber.

Un segreto da locale: le barche del Transtejo che attraversano il Tago dalla stazione di Cais do Sodré o Terreiro do Paço costano come un biglietto urbano e ti regalano le migliori viste della città sul fiume, all’andata e al ritorno.

  • La carta Viva la carichi alle macchinette e funziona per metro, tram e barche.
  • Le funicolari di Glória e Bica fanno parte del fascino: usale anche solo per la foto.
  • Il biglietto delle barche sul Tago è il «tour economico» al tramonto che quasi nessuno fa.

5. L’Alfama e il tram 28: il quartiere di origine musulmana

L’Alfama è il quartiere più antico di Lisbona e il più fotografato: vicoli, scale, panni stesi e belvedere che spuntano all’improvviso. L’epicentro per la foto e la passeggiata sono il Miradouro de Santa Luzia (con il suo enorme pannello di piastrelle) e il Miradouro das Portas do Sol, da cui il quartiere e il Tago si vedono in un solo colpo d’occhio.

È anche il quartiere del fado: di notte, nei vicoli intorno alla Sé (cattedrale), si canta nei ristoranti. Entra in uno con musica dal vivo (chiedi l’orario), ordina un pasto semplice e lascia che il fado faccia il suo lavoro; è l’esperienza più lisboeta che farai e non ha bisogno di parole.

Il tram 28 di Lisbona che sale le salite dell'Alfama.

6. Il Castello di San Giorgio e le migliori viste della città

In cima alla collina c’è il Castello di San Giorgio (Castelo de São Jorge): la fortezza originale della città, con le sue mura, i giardini e il famoso belvedere su tutta Lisbona e il Tago. Il biglietto costa circa 15 € e vale ogni centesimo per il balcone naturale che ha intorno.

Se il castello ti sembra troppo, il Miradouro da Senhora do Monte, un po’ più in alto a Graça, offre le viste più amate di Lisbona (e gratis): la cupola dell’Estrela, il ponte 25 de Abril e i tetti dell’Alfama. A fine pomeriggio si riempie di gente che gode il tramonto con un panino: il mio angolo preferito della città.

Il Castello di San Giorgio, in cima a Lisbona sopra l'Alfama.
Panorama di Lisbona dal Miradouro da Senhora do Monte con il Tago sullo sfondo.

7. Belém: la torre, i Jerónimos e la pastel de nata originale

Sulla riva del Tago, a ovest del centro, c’è Belém, la zona dell’epoca delle grandi scoperte: la Torre di Belém, il Monastero dei Jerónimos (Mosteiro dos Jerónimos) e il monumento alle Scoperte, tutti patrimonio mondiale e in un raggio di dieci minuti. La facciata manuelina dei Jerónimos è tra le più belle d’Europa e vale il biglietto (o almeno il chiostro).

E qui si cuoce il rituale numero uno del pasticcere: i pastéis de Belém all’Antiga Confeitaria de Belém, la pasticceria originale della pastel de nata. Ordinali caldi con la cannella e ripeti: c’è chi torna a Lisbona solo per questo.

La Torre di Belém, la fortezza manuelina sul Tago.
Il Monastero dei Jerónimos, con la sua facciata manuelina.

8. La Baixa e la Praça do Comércio: il centro ricostruito

Il centro basso di Lisbona —la Baixa— è la città ricostruita dopo il terremoto del 1755: strade diritte, piazza gigante e una griglia che contrasta con il labirinto dell’Alfama. Il cuore è la Praça do Comércio, davanti al Tago e all’Arco di Rua Augusta, uno dei posti più belli per una pausa con vista sull’acqua.

Dalla piazza e dalla (pedonale) Rua Augusta arrivi in due minuti a piazza Rossio e, salendo per le vie, all’ascensore di Santa Justa, alla Sé e al resto del centro. È la zona di negozi e caffè con terrazza, ma anche la base migliore per girare a piedi il resto della città: qui partono i tram e la metro.

La Piazza del Commercio di Lisbona, davanti al Tago e all'Arco di Rua Augusta.

9. I miradouros e i quartieri delle salite: Chiado e Bairro Alto

Lisbona si capisce dall’alto, e la lista di miradouros è quasi infinita: oltre a quelli già citati, il Miradouro de São Pedro de Alcântara (sopra il Bairro Alto) e quello della Graça completano il «giro dei balconi». L’ora magica è il tramonto: la luce dorata sulle piastrelle e sul Tago è tra le più fotografate d’Europa.

Sotto c’è il Chiado, il quartiere elegante delle librerie e dei caffè storici (il caffè Brasileira e la libreria Bertrand sono i classici), e attaccato il Bairro Alto, che di giorno è una passeggiata tranquilla e di notte il cuore della movida. Il piano perfetto: salire a un belvedere al tramonto, scendere al Chiado per un caffè e finire in una tasca del Bairro Alto con musica dal vivo.

10. Mangiare: dal baccalà alla pastel de nata

La cucina lisboeta è mare, baccalà in mille versioni e dolce divino. La lista corta: bacalhau à brás (baccalà sbriciolato con patate e uovo), sardine arrosto in estate, il bitoque (bistecca con uovo, il piatto casalingo di sempre) e le pataniscas (frittelle di baccalà). Il dolce non si discute: pastel de nata e il liquore di ginjinha con l’amarena dentro.

Per il piano mercato, il Time Out Market (accanto a Cais do Sodré) riunisce buone bancarelle degli chef della città a prezzi da mercato; per la versione tradizionale, il vero Mercado da Ribeira e le tascas di Alfama e Graça. E un avviso sugli orari: a Lisbona si cena tardi (dalle 20:30 in poi) e il fado inizia quando il piatto è finito, quindi pianifica con calma.

E qui finisce la mia guida di viaggio a Lisbona. Con il tram 28, i miradouros di Graça e Alfama, Belém con i suoi pastéis di mattina e una notte di fado a dessert, ti porti a casa la città vera. Lisbona premia chi cammina piano: affronta le salite con calma, perché in cima c’è sempre una vista che ti aspetta. Boa viagem!